Fobia specifica

“Ha qualche paura particolare che le causa molti problemi, come paura di volare, delle altezze, dei luoghi chiusi, degli animali, della vista del sangue o di fare un’iniezione?”
“Ha qualche paura particolare che le causa molti problemi, come paura di volare, delle altezze, dei luoghi chiusi, degli animali, della vista del sangue o di fare un’iniezione?”

 

La caratteristica essenziale della Fobia Specifica è la paura marcata e persistente di oggetti o situazioni circoscritte.

L’esposizione allo stimolo fobico, quasi invariabilmente, provoca una risposta ansiosa immediata che porta o all’evitamento di esso oppure viene vissuta con intensa ansia o disagio. Questa paura marcata e persistente viene riconosciuta come irragionevole e spropositata dalla persona stessa la quale non riesce a controllarla e quindi è in grado di interferire con le normali attività della persona.

La paura si attiva non solo quando si è in presenza di, ma anche quando si prevede la situazione o l’oggetto temuto: in questo caso scatta l’ansia anticipatoria, che attua dei comportamenti di evitamento. Se il soggetto percepisce l’impossibilità di allontanarsi o di evitare la situazione è possibile che il livello d’ansia diventi talmente elevato da provocare un attacco di panico. L’oggetto della paura può essere la previsione di un danno collegata a certi aspetti dell’oggetto o situazione ( per es., una persona può temere di volare in aereo per paura di cadere, può temere i serpenti per paura di essere punto o può temere di guidare per la preoccupazione di essere investito da altri veicoli sulla strada). L’ansia viene avvertita immediatamente quando avviene il confronto con lo stimolo fobico e varia in funzione sia del grado di vicinanza (per es., una persona con una Fobia Specifica dei cani, quando il cane si avvicina la paura si intensifica e si riduce quando il cane retrocede), che dal grado di limitazione della possibilità di allontanarsi dallo stimolo fobico , ad es. per chi ha paura dell’ascensore la paura aumenta quando l’ascensore si avvicina al punto di mezzo tra i piani e si riduce quando la porta si apre al piano successivo.

Tra le fobie più diffuse sono presenti la paura delle altezze (acrofobia), la paura dei ragni (aracnofobia), la paura dei serpenti (ofidiofobia), la paura del sangue e delle ferite(emofobia), la paura degli spazi chiusi (claustrofobia), la paura di volare (aviofobia), la paura di essere sepolti vivi (tafofobia) e la paura dei cani (cinofobia).

Tra le nuove fobie:

  • Emetofobia ( fobia specifica del vomitare) Chi soffre di emetofobia ha il terrore di vomitare o di vedere qualcun altro farlo. Ogni sintomo di malessere viene subito interpretato come un segnale che porterà di lì a poco la persona a vomitare. Questo spesso porta la persona con emetofobia a controllare ogni minimo sintomo del proprio corpo e soprattutto dello stomaco, diventando ipersensibile a qualsiasi segnale riesca a captare. Analizza tutto ciò che mangia per paura di ingerire cibi scaduti o avariati che potrebbero provocare il vomito. La prevalenza risulta essere tra l’1.7% e il 3.1% negli uomini e tra il 6% e il 7% nelle donne.
  • Nomofobia (fobia specifica di non avere il cellulare con sé). Si riferisce alla paura di rimanere fuori dalla rete di comunicazione mobile. Studi condotti in Gran Bretagna mostrano che più del 53% dei soggetti partecipanti  mostra stati d’ansia quando rimane a corto di batteria, di credito, senza copertura di rete oppure senza il cellulare. Sembra inoltre che la nomofobia colpisca maggiormente gli uomini: il 58% contro il 48% delle donne. La maggior parte dei cellulare-dipendenti sarebbero giovani adulti caratterizzati da bassa autostima e problemi nelle relazioni sociali che, quindi, sentono il bisogno di essere costantemente connessi e in contatto con gli altri attraverso il cellulare. Alcuni autori ritengono poi che gli adolescenti siano i soggetti pIù a rischio di sviluppare questa nuova forma di fobia specifica. La persona che soffre di nomofobia prova pertanto un’intensa e sproporzionata paura di rimanere tagliata fuori dal contatto di rete mobile, al punto da esperire sintomi fisici simili a quelli che caratterizzano gli attacchi di panico.

Per il trattamento delle Fobie Specifiche la psicoterapia cognitivo-comportamentale utilizza tecniche di rilassamento e di esposizione. L’esposizione immaginativa a cui fa seguito il rilassamento consiste nell’immaginare gli oggetti o le situazioni fobiche, dopo aver raggiunto uno stato di sufficiente rilassamento. Quando l’esposizione immaginativa è conclusa, risulta molto più agevole l’esposizione alla situazione reale, in cui avviene una esposizione progressiva alla situazione fobica. Ad esempio, chi ha paura dei cani inizierà vedendo solo foto di cani, poi vedrà dei film con cani, per poi toccare cani di stoffa e infine entrare in contatto con loro, gradatamente, prima a distanza di sicurezza e poi avvicinandosi e accarezzandoli. Alcune tecniche cognitive, come l’uso dell’ABC o la ristrutturazione cognitiva possono essere utilizzati come supporto durante le pratiche di esposizione.